L’idolo (estratto)

By Luglio 11, 2017Poesie

L'idolo (estratto)

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Stanno dentro al bene,
bene o male,
stanno tutti dentro al male,
stanno al di là,
alle soglie dell’aldiqua,
stanno pronti al peggio,
meglio così,
gregge senza cani,
stanno oggi
come domani
come me e te:
uniti nel non aver miti,
legati dal non aver mete,
dal non aver comete,
dal non aver sete,
se
non si hanno semi,
se non si hanno remi,
se non si rimane,
se non rimango così domani,
non nelle tue mani,
se così non rimiamo,
rimirato il senso ramingo della vita,
riamato il senso perso del presente,
armati di dipendenze
per le nostre comuni perdenze,
come unità in simbiosi,
senza simboli unici,
né croci uncinate,
né croci insanguinate,
né falci, né martelli,
sguainate le lame
nella corrente satura di tranelli,
impiastrata la marea tersa e salmastra,
unti nel lago palustre,
punti dall’ago sul braccio inanimato,
nomadi stremati nel campo minato,
rigettati nell’abisso dissociato
a ridosso del fondo del fosso
dove ci schermiamo tutti quanti
indossate le maschere
indossati i guanti
perché non ci sia unguento o salvazione
tramutato il monumento
ha un nuovo nome
ha un nuovo nome
ha un nuovo nome

o meglio
il nome è sempre quello,
quello che disamina il presente
alla luce di un passato che s’annulla,
quello che si culla nel futuro
dove non c’è culla.

Amore, è ancora presto,
per mettere radici nel dissesto:
l’acido cala, l’acido sale
nell’acido salutarci del mare,
placido cala, placido sale
nell’acido saturarsi del sale.

L’acido idolo
che ci solleva
e leva l’ancora
al veliero

e va

in avaria
alla volta di una rotta nota

esco io
esci anche tu
andiamo via,
pesci che non abboccano all’amo
all’occasione nuova di un amore
Eva ed Adamo
si va,
sì ma
dove?
Andiamo dove andiamo.

Andiamo dove non piove.
Pioviamo.
Proviamo
anche solo un secondo
a concimare a fondo
il sottosuolo infecondo

come un’onda
senza sosta
che sta dove non v’è risposta

come un’onda
senza sponde
che sta dove non si risponde

come onde
come onde
demandando le domande

come onde
così al mondo
perdonarsi

per donarsi.

Andrew Marini

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